
Conversazione olfattiva, il profumo della neve
30 Novembre 2018M: Non ti ho mai chiesto una cosa.
D: (Sguardo interrogativo) Dimmi.
M: Cosa ne pensi della neve?
D: Mi piace. È un grande cuscino sul mondo. Scalda e protegge.
M: L’ho sempre amata. Scende dolcemente e tutto copre, attutisce.
Protegge il seme dal rigore del clima. Sì, lo riscalda.
Mi riporta all’essenziale.
D: E poi ha un odore. Ha L’odore di una madre. Però freddo.
M: Sì, sono d’accordo, ha un odore.
Ma non sono ancora riuscita a identificarlo, a riconoscerlo. Da piccola ce l’avevo ben presente.
D: Perché? Questa domanda, intendo. Inaspettata.
M: Ieri. Stavo sentendo un profumo che si chiama così.
Yuki di Mya Shinma. Yuki vuol dire neve, in giapponese.
D: Lo conosco. È molto lineare, pulito. Hai detto bene: essenziale, come lo è l’odorato dei giapponesi, come lo è la neve. Di questo profumo mi ha sempre colpito la lavanda come nota di testa. Chissà perché l’ha usata per raccontare il silenzio che la neve dice…
M: Mi emoziona. Ha quel calore, un tocco leggero e delicato eppure avvolgente. Sentito. Una carezza.
Mentre fuori il mondo piove.
D: Lo senti caldo perché ha quel fondo un po’ particolare… all’olfatto è caldo, come l’ambra, ma io lo associo ad un colore freddo. E luminoso. Sai, mi fa pensare che esista un linguaggio comune, tra loro stessi e tra noi e loro, attraverso il quale i profumieri siano in grado di ricomporre, nell’olfatto e sul terreno delle emozioni, ciò che per gli altri sensi è contraddizione. Yuki, per esempio. È un profumo “caldo”, per certi versi. Eppure… eppure parla del freddo, comunica il freddo. Potrei farti altri esempi.
M: Tu sai quanto sia sorpresa, ogni volta, dalla capacità del nostro olfatto e della memoria olfattiva di creare reti (neurali) che, a distanza di tempo, in un istante, si riattivano e ci riportano ad altro, ad altro e ad altro ancora… fragranze, odori, ricordi…
Scegliere un profumo allude ad una dimensione personale, intima quasi… e tornando a Yuki, che sento così avvolgente, io lo indosserei la notte, prima di andare a dormire. L’ultimo gesto di cura. Amorevole.
Un’emozione da condividere con chi amo.
D: Raramente lego insieme fragranze e momenti. Vado ad istinto: mi guida un senso irrazionale che mi porta a ri-cercare il particolare piacere che un profumo sa darmi in un dato momento. Senza un vero perché.
M: Abbiamo modi diversi di pensare al Profumo. Anche per questo mi piace questo nostro parlarci. Adesso, me l’offri un buon thé? Ne ho assolutamente bisogno.
D: Sì, certo. Lo vuoi profumato di neve?
Testo raccolto da

PITTI FRAGRANZE 16
01 Novembre 2018E’ stato strano quest’anno arrivare a Firenze per PITTI FRAGRANZE e pensare di aver sbagliato stagione: sembrava di essere in piena estate. Tutto faceva pensare a questo: i 30 gradi, l’afa, la luce, più intensa di quella morbida che prelude alla stagione autunnale.
E più di tutto le persone: in perfetta tenuta estiva da turisti desiderosi di godere appieno di una bellezza diffusa.
Così non ho resistito e poiché ero in netto anticipo per registrarmi alla Leopolda, mi sono istintivamente diretta verso Via della Scala dove si trova l’Officina Profumo-Farmaceutica Santa Maria Novella.
L’Officina era inserita nel contesto degli eventi Fuori Salone di Pitti Fragranze, con la possibilità di prenotare visite guidate.
Conosco bene questo luogo in cui il tempo è sospeso e ritrovarlo ogni volta, come se l’avessi lasciato un istante prima, è una grande emozione.
In effetti, l’Officina, fondata nel 1221 dai frati domenicani, è aperta al pubblico dal 1612 e da allora produce e vende profumi, saponi e cosmetici seguendo i procedimenti artigianali dei frati.
Una volta varcato l’ingresso dell’Officina ci si trova in una sala adibita all’esposizione e alla vendita di prodotti che in passato era una delle cappelle del convento. Ho guardato, di nuovo e di nuovo ancora. Sentito e risentito fragranze che conosco e altre che comincio a conoscere. Ho camminato guardandomi intorno in modo leggero proprio per “sentire” meglio l’atmosfera del luogo.
Prima di uscire, ho acquistato due prodotti che amo molto (non solo io): il latte detergente (Latte da Toilette) e la Crema pre-dopo barba.
Poco dopo, mi sono incamminata verso la Leopolda.
Pitti Fragranze mi ha accolta,come ogni anno, in un’atmosfera piacevolmente ovattata rispetto all’esterno. Appena entrata mi sono fermata da Technique Indiscrete di cui amo le fragranze poiché c’è in ognuna di esse un tocco leggero e bianco, come dice un caro amico che di profumi se ne intende. Per citarne alcuni: Veloutine, una violetta rivisitata, alleggerita e abbracciata sul fondo da note muschiate e calde come la pelle. Fleur de Papier è un fiorito speziato davvero intrigante in cui appena oltre le note fiorite, emergono quelle calde e avvolgenti di garofano, chiodi di garofano, gelsomino che appoggiano su una base di toni legnosi. E poi fra le Eaux è molto piacevole, a mio avviso, Tilleul. Una particolare menzione per Jerusalem, un omaggio alla città, culla di civiltà, da parte del naso, Louison Libertin.
Olivier Durbano ha presentato, PyritAnaTra, la 14a fragranza del suo Poema di Pietre. L’ ispirazione di questa creazione è la pirite che significa e simboleggia il fuoco. Durbano ci affascina con lo studio profondo che “sostiene” il suo fare, la continua ricerca spirituale che è, in un certo senso, la sua cifra e che olfattivamente viene resa con l’incenso, nota che accomuna tutte le sue creazioni.
Una piramide olfattiva complessa, sfaccettata che scivola sulla pelle come una carezza e proprio come una carezza non finisce mai lasciando sensazioni che si distendono con il trascorrere del tempo. Un profumo elegante.
La grazia, l’essenzialità e la delicatezza sono la cifra di Mya Shinma e delle sue creazioni: linee pulite e sofisticate insieme.
Amo particolarmente L’Eau de Mya Shinma, linea che si ispira ai nomi antichi e desueti per indicare i colori in giapponese. Le mie preferite sono Yamabuki, la Rosa del Giappone, un agrumato legnoso, una delle fragranze più luminose che io abbia mai sentito e di cui non riesco a fare a meno in questo inizio di autunno, in cui la luce è piacevolmente morbida e l’aria frizzante e profumata.
E poi KIKYO, nome comunemente dato in Giappone ad un fiore azzurro considerato “uno dei sette fiori autunnali”, un esperidato speziato le cui note pungenti di zenzero, petitgrain e neroli si adagiano su note di fondo d’iris, incenso e muschio bianco.
E’ una fragranza particolarissima tuttavia sussurrata, elegante, essenziale nella sua costruzione piena di poesia.
TERESA HELBIG, stilista spagnola, ha presentato fragranze interessanti… spicca in particolare “A bulldog in the Atelier”, un legnoso aromatico che racconta dello sguardo vigile e attento del bulldog di Teresa, testimone silenzioso di tutto ciò che accade nell’Atelier.
Una menzione particolare per l’ultima creazione di Antonio Alessandria, Fàra, che lo conferma come naso talentuoso, raffinato coinvolto in una continua ricerca estetica.
Questa fragranza parla intimamente della Sicilia e della sicilianità del creatore, parla di consuetudini piacevoli come quella di dissetarsi in chioschi caratteristici con bevande agrumate, a cui viene aggiunto sale, nelle ore più calde della giornata, la fàra, appunto. Bevande fresche e dissetanti, spesso bevute tutte d’un fiato. Ed è cosi che gocce di questo liquido spesso cadono sulla pelle, generando un odore di limone e sale mischiato all’afrore del corpo.
Uomo elegante e d’altri tempi ( spero non me ne voglia Antonio Alessandria, è un complimento per pochissimi), ha offerto a me e ad altre persone presenti deliziosi dolcetti siciliani.
Sarà stato il gusto intenso di mandorle a stordirmi piacevolmente, sarà che da tempo non sentivo qualcosa di così originale, fatto sta che ho detto chiaramente all’autore ciò che pensavo.
Fàra,è la fragranza più erotica, sessuale direi, che io abbia sentito negli ultimi anni.
Mi ha sorriso. L’eleganza è così, semplice e senza tempo.

Il make - up naturale di Meghan Markle che sta cambiando il mercato
21 Giugno 2018Non è ancora trascorso un mese dalle nozze di Meghan Markle, ormai ex attrice californiana ora Duchessa del Sussex, con il Principe Harry d’Inghilterra e già il mercato ha rilevato il cosidetto “effetto Meghan”.
Sì, perché qualunque cosa indossi, abiti, scarpe, borse, gioielli, nel giro di poche ore si assiste al tutto esaurito, con i siti delle aziende che faticano a reggere un traffico oltre ogni limite.
E in questo ci sono molte similitudini con Kate Middleton per la quale era stato coniato il termine “effetto Kate”.
Ma Meghan Markle sta diventando un’icona anche per quanto riguarda le sue scelte beauty.
Sull’argomento si è disturbato persino il “The Telegraph” che commentando quanto sta accadendo ha reso noto dati interessanti.
Il make – up della Duchessa del Sussex è naturale e luminoso, persino fresco… quello che in inglese si traduce con DEWY, ossia rugiadoso.
Ella ha dichiarato di essere orgogliosa delle proprie efelidi che evita di coprire con fondotinta coprenti.
Uno smoky-eye leggero sugli occhi, giocato sui toni degli ambrati, mascara nero e un gloss rosato sulle labbra.
Come dire, è stato chiaro a tutti, e sulle riviste femminili si sono versati fiumi di inchiostro, che il segreto di Meghan è la cura della pelle.
Ed è proprio una pelle ben idratata e luminosa che valorizza un make up naturale.
Ecco che l’NPD Group, che monitora le tendenze globali nel settore della cosmetica, ha rilevato nel Regno Unito un incremento del 6% nelle vendite di skincare nei primi tre mesi dell’anno.
Mentre c’è stata una flessione del 2% nelle vendite di make up.
Sarà forse per una tendenza coreana definita “glass skin”, incarnato liscio e luminoso quasi trasparente.
Sarà che, lo scorso autunno, con il fidanzamento ufficiale, è apparsa sulla scena Meghan Markle.
E, il mondo del beauty, non è stato più lo stesso.
Era ormai da qualche anno che le aziende cosmetiche cercavano di proporre prodotti di cura che esaltassero la luminosità della pelle preparandola per un trucco dai toni nude.
Lo dico con una certa cognizione, cerco di partecipare alle più importanti fiere del settore.
E’ arrivata Meghan e il mercato, voilà, risponde, cambiando tendenze e preferenze.
Ecco, qui sotto, alcuni prodotti – feticcio della beauty routine di Meghan Markle.
Decléor Aromessence Rose D’Orient Soothing Serum
Sanctuary Spa SecretFacial Oil
Tatcha Luminous Dewy Skin Mist

PITTI FRAGRANZE 15
19 Settembre 2017Sono uscita da PITTI FRAGRANZE sabato 9 settembre nel tardo pomeriggio, avvolta in una nuvola di profumi meravigliosi e in colori ed emozioni ancora ben impressi nella mente.
Un sorriso stampato in viso che non è sfuggito al tassista che mi ha accompagnata in stazione, contrariato dal traffico intenso e dai cantieri aperti in città.
Ma i miei pensieri e i miei ricordi erano altrove.
Entrare a Pitti Fragranze venerdi mattina è stato in effetti come varcare una soglia invisibile eppure magica, come Alice nel Paese delle Meraviglie o come Lucy che, ne Le Cronache di Narnia, entra in un armadio e si trova in un paesaggio incantato di un altro mondo.
E in effetti, all’interno c’era un’atmosfera magica in cui i sensi si lasciavano catturare da luci e colori e da profumi, ovviamente.
E mi piace scrivere profumo anziché fragranza perché, pur essendo meno preciso, è il sostantivo per me più affettivo, quello che mi riporta a ricordi lontani, a quando, da bambina, mi innamoravo dei profumi della nonna.
Il tema di quest’anno a Pitti era Blooming Newforms: il fiorire è quel passaggio delicato eppure intenso che porta a compimento un processo meravigliosamente naturale, lo sbocciare di una fragranza da idea, ispirazione in quel liquido prezioso e odoroso contenuto in flaconi eleganti… è il saper fare di nasi e creativi, di artigiani che sanno trasformare un sogno impalpabile in fragranza.
E poi Blooming Newforms allude anche al fiorire di nuove forme visive d’ispirazione digitale peraltro messe in scena negli allestimenti, quest’anno meravigliosi.
E così mi sono trovata immersa in una dimensione suggestiva e ho iniziato a consumare mouillettes in modo voluttuoso, portando spesso a saturazione la mia capacità olfattiva… ma con quale piacere!
Da AFFINESSENCE è stato un autentico colpo di fulmine: profumi di lusso creati esclusivamente, per la prima volta, con le sole note di fondo.
Il concept nella sua apparente semplicità è, a dir poco, provocatorio. Una sfida olfattiva non banale.
Fragranze intense e persistenti, tutt’altro che monocordi, di una sensualità raffinata e complessa.
Le ultime due creazioni di AFFINESSENCE, in uscita sul mercato in autunno (dunque a breve) sono
meravigliose: CUIR-CURCUMA e MUSC-AMBERGRIS.
Il primo, in particolare, è un profumo che non passa inosservato se indossato da un uomo ma che diviene ipnotico se indossato da una donna.
Io, che non amo particolarmente -o almeno lo pensavo prima – i sentori di cuoio, ammetto di esserne rimasta affascinata… il cuoio unito alla curcuma stemperato e ammorbidito da note lattee, risulta di una piacevolezza rara.
Da DI SER ho sentito le fragranze più particolari e, per me che non sono un tecnico né un esperto ma semplicemente una donna che ama il profumo e il gesto di profumarsi, più complesse da descrivere, anche perché non avevo mai sentito niente di simile prima. Notevole.
Mi è stato spiegato che queste fragranze richiamano l’antico rito giapponese di profumarsi: infatti, in un’apposita stanza, venivano bruciati particolari incensi che impregnavano gli indumenti esposti che sarebbero stati poi indossati il giorno seguente.
Un’esperienza olfattiva unica. Fragranze che hanno un sentore di sacro.
DFG1924 è un marchio nato nel 2014 ma che riprende una tradizione di famiglia. Le iniziali stanno per Giustino Dalla Favera, il fondatore, che nel lontano 1924 iniziò l’attività nel proprio laboratorio farmaceutico. Egli mise a punto, oltre alla preparazione di farmaci galenici, numerose ricette di profumi che sono state, appunto, riprese e reinterpretate dal nipote Fabio e dalla moglie Patrizia.
NOOR è un ambrato legnoso, nel cuore, mirra ed ambra si lasciano avvolgere da vaniglie delicate mentre IL GIARDINO DI FREYA è un floreale con note acquatiche e verdi che lo rendono assolutamente particolare. Sono i miei preferiti, uno più invernale e notturno, il secondo una fragranza da giorno discreta, elegante ed originale.
FRANCESCA DELL’ORO, un talento emergente della profumeria artistica, mi ha colpita per l’eleganza assoluta del packaging ma non solo. La Black Serie, una capsule collection firmata da un naso internazionale come Bertrand Duchaufour, pur rendendo omaggio a gelsomino, tuberosa e rosa, iconiche nella profumeria classica di sempre, riesce a sorprendere grazie a note marine che li rendono inaspettati e traducono olfattivamente ricordi lontani legati all’acqua e al mare.
Tuttavia, ammetto che il mio colpo di fulmine con Francesca Dell’Oro è e rimane AMBROSINE, uscito nel 2014. Perchè è morbido, caldo e avvolgente come l’abbraccio di una persona amata. Classificabile come orientale, caratterizzato da un cuore di fiori bianchi e rosa, resi caldi e vivaci da cannella e scorze d’arancia e note di fondo ambrate e muschiate.
E’ un profumo che, a mio parere, non conosce tempo poiché parla al cuore. Di emozioni, forse ricordi, di abbracci di ieri e di oggi. E per questa ragione è un profumo da indossare anche solo per se stesse, di giorno, di notte, non ha importanza. Anche se ammetto, indossarlo in questo inizio d’autunno frizzante, è incantevole.
In quei giorni, e questa è una gioia profonda, ho incontrato persone interessanti, entusiaste, dinamiche, volti nuovi e amici… sì, amici, e con questi, i saluti, gli abbracci, le impressioni scambiate sui nostri colpi di fulmine olfattivi che si intersecavano con il reciproco raccontarsi lo scorrere delle nostre vite…
In quei giorni, ho avuto modo di scoprire e di conoscere meglio altri marchi di fragranze e di skin care… è il caso che scriva un altro articolo perché tante sono le cose viste da raccontare, le fragranze sentite, le texture provate… E vorrei raccontarlo bene, a modo mio, con il mio stile, quello di Marie, appunto.
Dunque, a presto.

Nude look, naturale e chic
31 Ottobre 2015Ho sempre ammirato le donne americane o comunque anglofone per la capacità di usare un make up apparentemente molto naturale che dona una particolare luminosità a tutto il viso. E aggiungerei io, una certa eleganza.
Un make up versatile e adatto per ogni situazione, ad eccezione della sera, momento in cui le luci artificiali degli interni tendono ad ingrigire la carnagione e non valorizzano i colori nude.
Come mi é stato spiegato da un make up artist, il primo segreto sta tutto nella base: ovvero nell’utilizzo corretto di prodotti quali primer, fondotinta, correttori e illuminanti.
Lo confesso: quella del make up effetto nudo é una mia beauty ossessione.
Mi sono a lungo chiesta che prodotti usassero quelle donne americane incrociate a congressi che esibivano make up occhi impeccabili ma discreti con colori delicati e luminosi.
E cosi sono sempre alla ricerca del prodotto “giusto” , di qualità che dia quel finish naturale e chic.
Ecco, uno l’ho trovato.
E’ la palette occhi Naked 3 di Urban Decay.
12 tonalità di rosa dal pastello al cipriato fino al prugna e declinato in texture mat, satinate e iridate.
I colori sono tutti abbinabili e questo é ultra comodo quando al mattino si ha poco tempo per prepararsi.
Spesso io di giorno non utilizzo neanche la matita occhi.
Mi limito ad aggiungere un mascara nero , et voilà, il trucco é fatto.

Coco, un profumo di pura magia
Coco Chanel, Eau de Parfum, é stato IL profumo, che io abbia più di tutti desiderato.
Un profumo da sogno, di pura magia.
Era la fine degli Anni 80 ed io una liceale incuriosita da un mondo che iniziava a dispiegarsi ai miei occhi e che percepivo attraente e pieno di promesse. E chi ha vissuto i magnifici anni ’80 sa precisamente ciò che intendo dire. C’era joie de vivre e un senso di benessere diffuso.
Frequentavo il liceo in una città di provincia che in quegli anni era tanto nebbiosa quanto opulenta.
Sì, é vero, parlo spesso della nebbia perché ne subisco da sempre e continuamente il fascino. D’altronde sono nata in un giorno d’ottobre di nebbia spessa e avvolgente. Una sorta di imprinting, suppongo.
E le mie prime uscite serali con i compagni di scuola si snodavano sul corso principale…ci si divertiva con poco…una cioccolata calda, saltuariamente un aperitivo alcoolico (il massimo della trasgressione!) e tante chiacchere…leggere, persino ciarliere fino a quando noi ragazze ci fermavamo davanti a vetrine scintillanti e lì ci ammutolivamo. Quasi una catalessi. Abiti e profumi catturavano la nostra attenzione in modo quasi ipnotico.
E’ stata in una di quelle serate invernali che ho visto il flacone elegante nella sua linearità di Coco.
E una mia compagna di scuola, neanche così simpatica, non ha fatto altro che tesserne le lodi. In modo assolutamente barocco. Perchè lei era un’eletta. Era riuscita a farselo regalare dai suoi genitori e lo usava con parsimonia. Estrema.
Tuttavia non aveva la stessa parsimonia “verbale”.
“Ma ti posso assicurare che é il migliore di tutti…così esclusivo, prezioso e sensuale…” e avanti così per le mezz’ore mentre io, in una sorta di perfidia adolescenziale, mi chiedevo cosa se ne facesse lei di un profumo così.
Comunque, in fondo, a distanza di qualche decennio la vorrei ringraziare.
Perché la mia curiosità olfattiva mi spinse a recarmi al più presto in una profumeria per provarlo.
Un’esperienza che ricordo ancora. Piena di emozione. E di incanto.
Coco Chanel é un profumo speziato orientale femminile creato nel 1984 dal naso Jacques Polge. Ha note di testa che considero ipnotiche (in cui spiccano coriandolo, gelsomino e rosa bulgara), note di cuore intense come chiodi di garofano e fiori d’arancio e note di fondo sensuali come ambra, sandalo, zibetto.
(La piramide olfattiva é più articolata, quelle citate sono le note che io riesco a percepire).
Coco Chanel ha rappresentato la mia prima vera fascinazione olfattiva in materia di fragranze.
E’ dovuto passare un pò di tempo prima di averlo in dono poiché i genitori di noi ragazzine di quegli anni ritenevano fosse un profumo “da donna”.
Me lo regalarono i miei un Natale di qualche anno dopo, ero ormai all’Università. E per anni lo comprai e ricomprai usandolo in modo scellerato, giorno e notte, senza alcuna parsimonia, con una sorta di furore, forse il risultato di un desiderio intenso e prolungato nel tempo. Prima che fosse appagato.
Oggi rimane comunque un profumo amato che conserva intatto il suo fascino.
E’ un profumo da indossare con un vestito molto femminile, in una notte d’inverno, per una cena romantica e una passeggiata al braccio dell’uomo amato in Piazza Unità d’Italia a Trieste, il mare alle spalle, rumori attutiti e luce gialla di un lampione che illumina un abbraccio. Caldo e avvolgente.
Domani sera sarà Halloween, dicono una notte magica.
Credo indosserò Coco.
Buona magia a tutte!

Le Chatelard 1802
08 Agosto 2015Profumi ma non solo.
Qui a Grasse trovo una linea di prodotti a base di lavanda che amo molto, Le Chatelard 1802.
E così, anche quest’anno non ho saputo resistere al piacere di entrare da Chatelard e acquistare i miei preferiti.
Innanzitutto il Bain Douche dalla consistenza lattiginosa, così delicato sulla pelle e con un profumo di lavanda intenso. Una sorta di aromaterapia.
Il Beurre pour le corps é davvero una delle creme corpo più fresche e morbide che io abbia trovato e che utilizzo soprattutto alla sera prima di coricarmi per il suo effetto cocooning.
Infine il Parfum d’Ambiance spray e il Diffuseur de Parfum, per profumare la casa in modo naturale e creare un clima confortevole e rilassante.
E poi tanti tanti saponi artigianali pervinca e bianchi (alla lavanda e al gelsomino, ma ce ne sono di tutti i colori, é il caso di dirlo, e profumazioni) che utilizzo durante l’inverno e che più di qualche volta mi trovo a guardare perché nei colori e nelle forme sono belli. Semplicemente belli.

Huile prodigieuse
07 Agosto 2015E’ così e basta.
Per me l’Huile Prodigieuse di Nuxe é sinonimo di estate e vacanze. Nel dolce sud della Francia.
Impossibile infatti utilizzare qualsiasi trattamento corpo nelle serate calde e umide, qui in Lombardia, quando eserciti di zanzare, e purtroppo non vengo mai smentita, sono lì pronte a banchettare “sulla mia pelle”…
Ma questi insetti, che ho letto essere essenziali nell’ecosistema, in Provenza non ci sono.
E cosi posso utilizzare i miei prodotti beauty corpo preferiti senza alcun rischio.
Dopo una giornata di caldo intenso e una doccia rinfrescante é piacevole indossare questo olio secco che si assorbe subito lasciando una sensazione di seta sulla pelle e capelli incredibilmente morbidi.
Si perché si tratta di un prodotto per viso-corpo-capelli.
In questo mi ricorda Fluide de Beauté 14 di CARITA, un prodotto iconico della Maison Carita che ha sedotto generazioni di donne dalla metà degli Anni Cinquanta.
Anche me.
Beautè 14 io lo uso come prodotto viso e durante i cambi di stagione mentre Huile Prodigieuse trovo sia una splendida beauty routine per corpo e capelli proprio nella stagione più calda.
Perché é una coccola avvolgente, morbida ma leggera.
Perché é un prodotto naturale al 98 per cento e composto da ben 6 olii naturali e vitamina E.
Perché ha una profumazione piacevole che mi ricorda sempre, ogni volta che lo uso, le creme solari e i dopo sole che, da bambina, sentivo in spiaggia negli anni ’70. E che anch’io, vanitosa com’ero, avrei voluto usare.
La nonna, invece, per proteggere la mia pelle delicata, mi spalmava quantità industriali di Coppertone e Nivea nella classica confezione blu. E il PREP in caso di scottature. E io che spasimavo all’idea di diventare grande per mettere tutte quelle belle creme dai profumi esotici.
E’ un ricordo che mi riempie di tenerezza.
Ora però, la profumazione di questo Huile, piacevolissima, è associata alla mia amata Provenza.
Alla routine serale laggiù, dopo la doccia, aggiungo una dose generosa di Huile sul corpo, una piccola quantità sui capelli appena umidi… e poi indosso un abito leggero ed é ormai ora di uscire a cena.
Di immergersi in un’altra lunga notte provenzale.

La mia idea di Beauty
04 Agosto 2015In questa sezione potrete leggere di prodotti che conosco e che uso, che ritengo particolarmente efficaci o semplicemente piacevoli.
Non sono un’esperta del settore ma mi piace e mi diverte tenermi aggiornata. Conoscere nuovi prodotti con principi attivi innovativi per poi magari decidere di rimanere affezionata, continuare ad usare un contorno occhi uscito 20 anni fa!
Non considero l’utilizzo di prodotti beauty un gesto puramente estetico.
Credo sia anche un altro modo per prendermi cura di me stessa, per sentirmi a mio agio, “nella mia pelle” al di là delle tendenze dominanti. Prodotti che per la qualità dei principi attivi o semplicemente per una texture piacevole o, infine, per la loro resa estetica si avvicinino il più possibile al mio modo di vedermi-essere me stessa. Oggi.
Sarà l’effetto del tempo che passa, che non lascia solo qualche nuova ruga in più. Ma anche maggiore sicurezza in noi stesse, idee chiare su quello che ci piace e quello che no.
Ovviamente la mia beauty routine é cambiata nel corso degli anni e dopo i quaranta ( e io, da poco mi trovo in questa fascia d’età) é aumentata la mia attenzione alla qualità dei prodotti beauty che uso perché sono aumentate le esigenze della mia pelle.
Amo, da sempre, in ordine sparso:
creme viso, idratanti, nutrienti, anti-age., sieri leviganti, contorno occhi assolutamente ricchi, creme corpo dalla consistenza morbida , make up dal finish naturale di giorno, più intenso per la sera e poi… i profumi… non tutti, mai troppi, sempre evocativi di un attimo, con una storia importante , la loro, da raccontare o la nostra, da accompagnare…
Buona beauty lettura!